Calcestruzzi

CALCESTRUZZO PRECONFEZIONATO

Il calcestruzzo preconfezionato è un materiale ottenuto miscelando legante idraulico (cemento), acqua, materiali inerti (sabbia, ghiaino o pietrisco) con l’aggiunta, secondo le necessità, di additivi e/o aggiunte minerali che influenzano le caratteristiche chimico-fisiche del conglomerato cementizio. La miscela risultante deve garantire, sia allo stato fresco che indurito, prestazioni ben definite.

La sua composizione è pertanto oggetto di un apposito studio, chiamato mix design, effettuato dal produttore, tenendo conto di numerosi fattori, tra i quali:

  • tipologia del legante, dei materiali inerti e degli additivi / aggiunte disponibili
  • proprietà del calcestruzzo allo stato fresco (massa volumica, lavorabilità, coesione)
  • proprietà del calcestruzzo allo stato indurito (resistenza meccanica a compressione, trazione, flessione)
  • resistenza del calcestruzzo indurito alle aggressioni chimico-fisiche dell’ambiente esterno (concetto di durabilità)

I calcestruzzi preconfezionati sono prodotti da CTI nei tre impianti completamente automatizzati di Linaro, Castel San Pietro Terme e Zello.

Tutti i nostri impianti sono soggetti a Controllo di Produzione di Fabbrica Certificato in accordo a quanto richiesto dalle Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni D.M.14/01/2008.

La dislocazione delle unità produttive sul territorio e l’ampio parco automezzi permettono di rifornire più clienti contemporaneamente, mantenendo elevati standard di qualità, efficienza e puntualità.

CALCESTRUZZO A RESISTENZA

Il principale requisito che deve essere soddisfatto dai calcestruzzi a resistenza (RCK) (CXX/XX), oltre alla resistenza caratteristica della miscela e la relativa lavorabilità, è la durabilità, intesa come la capacità di un materiale di mantenere nel tempo le caratteristiche fisico-meccaniche e di aspetto possedute al momento della sua messa in opera. In altre parole, le strutture in calcestruzzo devono sopportare agenti aggressivi di diversa natura mantenendo inalterate le caratteristiche chimiche e funzionali. La Durabilità delle strutture in calcestruzzo è influenzata da diversi fattori quali: il rapporto acqua-cemento, la lavorabilità e il grado di compattazione, la stagionatura del calcestruzzo, il diametro degli inerti, il copriferro nominale, le condizioni ambientali (azione di anidride carbonica, cloruri, solfati e cicli di gelo-disgelo).

Tenendo conto di tutti questi fattori, CTI produce calcestruzzi a prestazione garantita che garantiscono la massima affidabilità in merito ai requisiti di Resistenza meccanica e Durabilità come richiesto dalle Norme Tecniche per le Costruzioni.

Prodotti particolari possono essere studiati in laboratorio dai tecnici CTI, in base alle richieste ed esigenze specifiche del Cliente (Committente, Progettista, Direzione Lavori, Impresa esecutrice).

PAVIMENTAZIONI IN CALCESTRUZZO

Le pavimentazioni in calcestruzzo rappresentano nella maggior parte delle opere civili e industriali strutture accessorie per la cui realizzazione devono sempre essere rispettate le regole e i dettami del “buon costruire”.

Le figure coinvolte nella realizzazione dei pavimenti devono porre la dovuta attenzione progettuale ed esecutiva che viene riservata agli altri elementi strutturali (travi, pilastri, etc.) più impegnati dal punto di vista statico. L’osservanza di queste regole e l’attenzione progettuale-esecutiva sono elementi fondamentali per le pavimentazioni in calcestruzzo.

Il pavimento industriale, alla stregua di ogni altra struttura destinata a resistere a carichi statici e dinamici e all’azione di degrado causata dall’operatività e dall’ambiente, richiede la definizione e l’esecuzione di un progetto nel quale siano definiti i parametri relativi a tutti gli elementi, dal sottofondo allo strato di usura, comprese le prescrizioni per le materie prime e i prodotti, la messa in opera, la stagionatura e i tempi di messa in esercizio.

Utile riferimento è la norma UNI 11146:2005 “Pavimenti di calcestruzzo ad uso industriale – Criteri per la progettazione, la costruzione ed il collaudo”.

Elemento essenziale per la buona riuscita del processo di realizzazione di un pavimento industriale è che la fornitura di calcestruzzo sia basata su una corretta prescrizione iniziale del Progettista e, successivamente, su una idonea produzione, fornitura e posa in opera.

Allo scopo di fornire agli operatori coinvolti (Committente, Progettista, Direzione Lavori, Impresa esecutrice) gli elementi necessari alla regolamentazione della prescrizione, fornitura e posa in opera del calcestruzzo, CTI ha redatto il presente documento nel quale vengono evidenziate alcune delle principali prescrizioni.

PRESCRIZIONI PER IL CALCESTRUZZO

Classe di resistenza
La classe di resistenza, di un calcestruzzo strutturale, non deve essere inferiore a Rck 30 N/mm 2 (C25/30) e, comunque, conforme a quella prescritta dalla specifica classe di esposizione ambientale.

Classe di esposizione
La classe di esposizione ambientale deve essere specificata e individuata secondo la norma UNI EN 206-1, come in parte modificata e integrata dalla UNI 11104.

Consistenza
La consistenza del calcestruzzo deve essere specificata precisando se la stessa deve essere misurata durante lo scarico dall’autobetoniera o durante l’uscita dalla tubazione della pompa. In assenza di tale precisazione, la consistenza sarà misurata unicamente durante lo scarico dall’autobetoniera.

Se non diversamente precisato e tecnicamente motivato, si fissano le seguenti consistenze:

  • in caso di stesura meccanizzata, la classe di consistenza S4
  • in caso di stesura manuale, la classe di consistenza S5.
  • Nota bene:

Aggiunte di acqua in cantiere
Il Fornitore di calcestruzzo potrà effettuare il dosaggio di parte dell’acqua in cantiere per raggiungere la consistenza richiesta, garantendo comunque il rapporto a/c (acqua/cemento) massimo concordato. Tale dosaggio non è da considerarsi come richiesta dall’Esecutore del pavimento e quindi non dovrà essere riportato sulla bolla di consegna e il Fornitore resterà garante della resistenza ordinata. Immissioni d’acqua richieste dall’Esecutore, tali da determinare una consistenza superiore a quella contrattuale, dovranno invece essere annotate sul documento di trasporto (bolla di consegna) e comunque solleveranno il Fornitore da responsabilità relative a risultati non conformi.

PRESCRIZIONI PER LA STAGIONATURA IN FUNZIONE DELLE CONDIZIONI CLIMATICHE AL MOMENTO DEL GETTO

Il progetto e il capitolato devono evidenziare le corrette prescrizioni per il calcestruzzo in funzione del programma dei lavori e delle specifiche situazioni climatiche e stagionali del periodo di esecuzione previsto. Tali situazioni possono infatti notevolmente incrementare i costi del calcestruzzo e della sua posa in opera. A meno di specifici provvedimenti indicati dalla D.L., la temperatura durante la posa in opera non deve né superare 30°C né risultare inferiore a 5°C.

Particolare attenzione deve essere posta nei seguenti casi:

  • irraggiamento solare: il calcestruzzo deve essere protetto dalla rapida evaporazione dell’acqua di impasto, coprendolo con teli impermeabili, proteggendolo con antievaporanti, comunque prolungando la stagionatura umida
  • gelo: il periodo di protezione può essere stimato in base al grado di resistenza raggiunto dal calcestruzzo: non è ritenuto necessario prolungare la protezione allorché il pavimento abbia raggiunto una resistenza alla compressione di almeno 5 N/mm2.

In generale, per raggiungere le potenziali prestazioni attese dal calcestruzzo, soprattutto nella zona corticale, occorre proteggerlo e stagionarlo accuratamente. La stagionatura e protezione del pavimento deve iniziare appena possibile dopo la fase di lisciatura con frattazzatrice meccanica. La stagionatura consiste nell’evitare una prematura essiccazione provocata soprattutto dall’irraggiamento solare e dal vento.

La protezione è volta a prevenire gli effetti derivanti da:

  • esposizione, anche durante il getto e la lavorazione, a condizioni climatiche avverse nonché all’irraggiamento solare e ad aria radente
  • dilavamento per pioggia o ruscellamento dell’acqua
  • rapido raffreddamento durante i primi giorni dal getto
  • differenze di temperatura superiori ai 20°C tra il centro e la superficie del massetto
  • congelamento.

La protezione del calcestruzzo, determinante nell’evitare una prematura evaporazione dell’acqua di impasto, deve iniziare appena possibile dopo la sua finitura superficiale. I principali sistemi di protezione per la stagionatura del pavimento, utilizzabili singolarmente o in combinazione tra loro, consistono nel:

  • coprire la pavimentazione con teli di plastica (di tipo isolante in caso di basse temperature)
  • rivestire con teli umidi
  • nebulizzare acqua sulla superficie in maniera uniforme e ininterrotta
  • applicare prodotti stagionanti che formano pellicole protettive (UNI 8656).

I metodi indicati sono comunque inefficaci quando la temperatura del calcestruzzo fresco è inferiore ai 5 °C.

CALCESTRUZZO CON AGGREGATO LEGGERO LECACOOP

I calcestruzzi alleggeriti si distinguono dai CLS tradizionali perché nel loro mix design gli aggregati tradizionali come pietrisco e ghiaia vengono sostituiti con aggregati leggeri che riducono la densità del composto.

CTI commercializza il calcestruzzo preconfezionato alleggerito tipo “Lecacoop“, anche strutturale, con una densità che oscilla tra i 1800 e i 2000 kg/MC.

Lecacoop viene impiegato per la realizzazione di sottofondi anche strutturali e riempimenti in cui si richiede un peso specifico del materiale impiegato inferiore a quello del calcestruzzo tradizionale ed elevate caratteristiche termoisolanti.

CALCESTRUZZO AUTOCOMPATTANTE SCC

I calcestruzzi autocompattanti sono conglomerati cementizi, così fluidi da poter essere messi in opera senza richiedere alcuno sforzo di compattazione.

Sono perciò chiamati anche calcestruzzi autolivellanti.

Tali calcestruzzi essendo molto fluidi, sono privi di segregazione e confezionati con un basso rapporto acqua/cemento grazie alla presenza di additivi superfluidificanti.

Gli SCC sono i calcestruzzi ideali per realizzare opere in c.a. con alta percentuale di armatura grazie alla loro capacità di attraversamento senza segregare.

È, inoltre, un calcestruzzo a prestazione garantita che permette di raggiungere elevati valori di resistenza a compressione consentendo, allo stesso tempo, la realizzazione di perfetti faccia vista.

Come è noto, le caratteristiche reologiche dell’SCC sono raggiunte quando una fase, fluida, trasporta un’altra fase, solida, che rimane in sospensione.

La fase fluida è rappresentata dalla malta fine o dalla pasta, la fase solida è rappresentata dagli aggregati impiegati per il confezionamento della miscela.

L’autocompattazione si raggiunge quando, per peso proprio o per gravità, la malta riesce a “scorrere” facilmente dentro le casseforme, trascinandosi l’aggregato che rimane, di conseguenza, in sospensione nella miscela stessa.

La Cooperativa Trasporti Imola ha sviluppato diversi tipi di autocompattanti a diverse viscosità e fluidità per ottemperare con successo a ogni tipo messa in opera.

I VANTAGGI NELL’UTILIZZO DEL CALCESTRUZZO AUTOCOMPATTANTE SCC SONO:

  1. INCREMENTO DELLE RESISTENZE (per effetto di un miglioramento della zona di transizione e una diminuzione della porosità)
  2. INCREMENTO DELLA DURABILITA’ DELLE STRUTTURE (in quanto diminuisce la porosità e la permeabilità agli agenti aggressivi)
  3. MIGLIORAMENTO DEL FACCIA VISTA
  4. COSTIPAMENTO SENZA VIBRAZIONE (tali calcestruzzi si autolivellano per peso proprio)
  5. RIDUZIONE DELLA MANODOPERA.

CALCESTRUZZO DRENANTE

Dren-concrete è una linea di calcestruzzi a elevata porosità che permette di realizzare pavimentazioni a permeabilità controllata, durabili ed ecologiche. È specificamente studiato per realizzare pavimentazioni di piste ciclabili, percorsi pedonali, strade secondarie, eliminando i tipici problemi derivati dalla realizzazione di opere impermeabili.

L’utilizzo di Dren-concrete consente di cogliere numerosi benefici, fra i quali:

  • efficace smaltimento delle acque meteoriche nel pieno rispetto dell’equilibrio idrogeologico
  • diminuzione della differenza del calore percepito tra le zone verdi e le zone urbanizzate
  • assenza di ristagni di acqua superficiale evitando la formazione del gelo
  • eliminazione delle opere di presa e smaltimento delle acque piovane
  • incremento del valore architettonico
  • ridotti costi di gestione
  • superficie con elevata capacità antisdrucciolo
  • elevata capacità fonoassorbente
  • facilità di messa in opera
  • ecosostenibilità.